PRONUNCIAMENTO DELLA COMMISSIONE AMBIENTE DELL'ULIVO SULLE AREE PROTETTE IN PROVINCIA DI PARMA E EMILIA ROMAGNA
La Commissione ambiente dell'Ulivo di Parma conferma l'importanza strategica che le aree protette rivestono per la politica del centrosinistra a Parma e in Emilia Romagna. Per L'Ulivo di Parma la difesa delle aree protette deve rappresentare un impegno costante di qualificazione in alternativa alla politica anti- parchi portata avanti dal centrodestra . Per questo desideriamo ribadire alcuni punti fermi che a nostro avviso dovrebbero caratterizzare la costante azione del centrosinistra in materia a di aree protette anche alla luce di eventuali proposte di modifica alla legge regionale sui parchi.
La Commissione ambiente dell'Ulivo di Parma chiede che :
1) La conservazione della natura ,quale valore di fondo della politica ambientale dell'Ulivo, rimanga al centro dei principi istitutivi dei parchi. Per questo è determinante la crescita di una più forte cultura dell'ambiente con potenziamento dell'educazione ambientale e naturalistica . Dovunque sono stati istituiti i parchi l'importanza del concetto di qualità del territorio viene diffusa in aree anche più vaste rispetto ai confini dei parchi stessi.
2) Sia rifiutata la logica che vede principalmente nell'autofinanziamento dei parchi una soluzione alle difficoltà di tipo economico, concetto spesso usato dal centrodestra per giustificare i tagli ai parchi. Il mantenimento di un'alta qualità naturalistica dell'area protetta può avvantaggiare le altre attività economiche che gravitano attorno all'area protetta . I parchi dell'Emilia Romagna rimangano laboratori e baluardi dello sviluppo sostenibile. le aree protette sono laboratori di sperimentazione per uno sviluppo sostenibile, che riesca a mediare tra bisogni sociali, culturali, e quelli ambientali, naturalistici; i rapporti tra mondo produttivo ed enti sono in fase di netto miglioramento, con una crescita di consapevolezza reciproca; lo testimoniano .La conoscenza del patrimonio biologico, naturalistico, storico, culturale e sociale è la premessa per fare emergere pienamente i valori specifici di ogni singola area protetta. In una rete nodale di opportunità fondamentali per l'evoluzione della nostra società le aree protette sono spesso collocate entro contesti fortemente antropizzati e/o sono rese particolarmente vulnerabili da eventi naturali che possono diventare devastanti a causa di una inidonea gestione del territorio circostante; pertanto la sopravvivenza delle aree protette non può essere demandata alle sole leggi di mercato ma richiede il contributo determinante del supporto economico pubblico;
3) Sia potenziato il personale dei parchi molto spesso sottostimato e sia valorizzato il ruolo dei direttori e di tutti gli operatori delle aree protette la cui funzione tecnico scientifica non può essere sminuita secondo interessi di altro tipo. Le aree protette hanno consentito lo sviluppo e il rafforzamento di un "know how" gestionale (sapendo coniugare protezione e sviluppo sostenibile) che deve essere rafforzato, in modo che possa far fronte alla crescita di sollecitazioni sulle stesse aree; non investire su questo patrimonio significherebbe disperdere un fondamentale lavoro durato decenni;
4) I parchi che si caratterizzano per la corretta tutela dello specifico patrimonio di biodiversità e che funzionano con efficienza gestionale non vengano accorpati tra loro sulla base di semplici criteri dimensionali e di risparmio ma ne vengano valorizzate le specificità che ,a suo tempo, portarono alla loro istituzione. La dimensione delle aree protette non è elemento che possa garantirne il ruolo e il raggiungimento degli obiettivi previsti dalle norme istitutive. La strada è quella di ottimizzare le risorse, riorganizzando ove possibile i servizi, purché ciò abbia un reale effetto sulla qualità del servizio stesso e non metta a rischio la efficace gestione delle valenze specifiche di ogni singola area protetta;
5) Sia difesa l'autonomia dei parchi evitando di sminuirne il ruolo di baluardo a tutela della natura non delegando ad altre istituzioni pubbliche compiti specifici che appartengono da sempre alle aree protette.
6) Sia incrementata la collaborazione con il mondo agricolo che lavora all'interno dei parchi favorendo incentivi e sostegno a quelle aziende agricole che secondo le linee guida della UE tracciate con la Pac producono prodotti tipici e di qualità in collaborazione con i parchi e favoriscono un nuovo tipo di sviluppo rurale.
7) Per qualsiasi infrastruttura progettata all'interno delle aree protette siano effettuate con estrema cura studi di impatto ambientale e valutazioni di incidenza.
8) Sia incentivata la ricerca di una migliore qualità della vita anche attraverso l'istituzione di nuove aree protette in provincia di Parma . Sia ricercata la tutela della biodiversità anche all'interno del centri urbani per la realizzazione di città sempre più vivibili.
Parma 16/7/2003